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Le cure palliative

cure palliativeGià San Giovanni Paolo II e poi anche Papa Francesco ne hanno parlato, ma con il Convegno che si sta attuando a Roma si vuol portare chiarezza su un tema che risulta oggi essere la forma più completa dell’accompagnamento per chi deve attraversare l’ultimo traguardo della propria vita. Sappiamo bene che a differenza del passato, oggi, le scoperte scientifiche, mediche allungano la vita ma allungano anche il tempo degli ultimi momenti … La paura del dolore, il timore della solitudine richiedono una nuova coscienza da parte dell’intera società. Le cure palliative – che non sono semplicemente come in genere si sente dire una terapia solo del dolore – in realtà sono molto di più: quando non è più possibile fare nulla, favorisce l’irrobustimento dell’esserci, dello stare accanto, e non solo il medico, ma i familiari, gli amici, il personale degli ospedali … in modo che questo momento per un verso terribile, per altro straordinario, che è quello dell’ultimo tratto della propria vita, venga accompagnato, circondato di affetto, di amore e anche di cure mediche per quanto è possibile. Spesso si registra una certa confusione tra le cure palliative e l’eutanasia. La differenza è netta, le cure palliative accompagnano, l’eutanasia interrompe. Questo è il discrimine assolutamente netto. A ciò si deve aggiungere l’importanza del ricupero dell’accompagnamento spirituale negli ultimi momenti della vita e questo non solo perché toglie angoscia e disperazione ma anche perché rende questo momento davvero prezioso per la vita di tutti. In ciò, è una sorta di contestazione ad una mentalità che vuole dimenticare, che vuole mettere la testa sotto la sabbia, ad una cultura che impedisce di fatto la consapevolezza che la vita è sempre importante e il momento della morte ha una dignità che deve essere recuperata.

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