{"id":14174,"date":"2021-05-08T19:41:05","date_gmt":"2021-05-08T17:41:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiadiabbadialariana.it\/?p=14174"},"modified":"2021-05-08T19:41:06","modified_gmt":"2021-05-08T17:41:06","slug":"di-nuovo-a-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchiadiabbadialariana.it\/?p=14174","title":{"rendered":"Di nuovo a casa"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"565\" src=\"http:\/\/www.parrocchiadiabbadialariana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/striscione-don-Fabio-2021-1024x565.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14170\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiadiabbadialariana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/striscione-don-Fabio-2021-1024x565.jpg 1024w, https:\/\/www.parrocchiadiabbadialariana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/striscione-don-Fabio-2021-300x165.jpg 300w, https:\/\/www.parrocchiadiabbadialariana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/striscione-don-Fabio-2021.jpg 1026w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Carissimi, eccomi di nuovo a casa; sono trascorsi due lunghi mesi trascorsi in ospedale per sconfiggere il Covid e per riprendere i movimenti e le abilit\u00e0 quotidiane pi\u00f9 semplici. Prima presso l\u2019ospedale Valduce di Como e poi presso il Centro Ortopedico e fisioterapico di Lanzo Intelvi, dove ho<br>svolto la riabilitazione. A Como, nel primo mese, mi hanno curato molto bene i polmoni, che erano ammalati a causa del Covid, mentre nel mese di<br>aprile, dal 9 per la precisione, ho ripreso piano piano a camminare con l\u2019ausilio e sotto la direzione di bravissimi fisioterapisti; la lunga degenza<br>allettata infatti non mi permetteva pi\u00f9 di muovermi.<br>In tutto questo tempo la parte pi\u00f9 difficile, trascorsa dormendo in terapia intensiva, mi ha portato a sfiorare l\u2019incontro definitivo con il signore. Da quel momento per\u00f2, grazie alla determinazione dei medici, all\u2019aiuto del Signore ed alla mia forte fibra mi sono ripreso ed ho ricominciato<br>a stare meglio. Non immediatamente, ma a tappe, prima in semi terapia intensiva e poi in corsia, dove, a causa del Covid mi sono trovato ad affrontare forse l\u2019avversario pi\u00f9 difficile: la solitudine di una camera di ospedale. Ricordo di aver vissuto il giorno di Pasqua completamente<br>solo, senza poter ricevere nessuna visita. Di questa esperienza conservo alcuni insegnamenti che mi permetto di condividere con voi: anzitutto la gratitudine a Dio per avermi permesso di tornare alla mia amata vita in Parrocchia; mai come in questi due mesi ho sperimentato la nostalgia per la mia missione di vivere e condividere il vangelo con le persone che Dio mi ha affidato. Una gratitudine che cerco di vivere pregando Dio ogni giorno. Anche per la mia cara mamma che ora riposa con Dio, e ne sono certo, dopo una vita di amorevole servizio per la sua famiglia e la sua comunit\u00e0 parrocchiale, continuer\u00e0 ad essere vicina a noi intercedendo nella preghiera. Un grazie davvero sentito va anche a tutte le persone, e sono state davvero tante, che mi hanno ricordato ed hanno pregato per me: ho scoperto un affetto che mi ha fatto davvero commuovere. E\u2019 bello sentire la vicinanza e la sollecitudine di moltissime persone.<br>Le vostre preghiere sono state davvero preziose ed il Signore le ha ascoltate. Sul mio telefono cellulare ho ancora un\u2019infinit\u00e0 di messaggi, a cui piano piano sto cercando di rispondere.<br>Il secondo insegnamento riguarda la nostra vita: il covid mi ha fatto riscoprire la fragilit\u00e0 della nostra condizione umana; mi sono ritrovato in terapia intensiva all\u2019improvviso, quasi senza neppure accorgermene. Mi sono allora venute in mente le parole del vangelo: \u201cState pronti\u2026<br>perch\u00e9 non sapete quando il Signore verr\u00e0\u201d. Ed ancora ho riscoperto la bellezza e la grandezza di tante piccole cose: la gioia di una passeggiata al sole, piuttosto che la felicit\u00e0 di riprendere a camminare; siamo abituati a dare per scontato quasi tutto, ma quando alcune abilit\u00e0 non le hai pi\u00f9, comprendi davvero quanto sono preziose.<br>Da ultimo ricorder\u00f2 sempre le parole di un medico della clinica di Lanzo, che, appena arrivato, mi ha detto: \u201cLei se l\u2019 \u00e8 vista davvero brutta, ma ora in fondo al tunnel vede la luce; non si stanchi di fissare e di seguire quella luce\u201d.<br>Ecco forse la nostra Fede ci chiama, nei momenti pi\u00f9 difficili della nostra vita a scoprire, fissare e seguire quella luce che il Signore Ges\u00f9 mette sulla nostra strada.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi, eccomi di nuovo a casa; sono trascorsi due lunghi mesi trascorsi in ospedale per sconfiggere il Covid e per riprendere i movimenti e le abilit\u00e0 quotidiane pi\u00f9 semplici. Prima presso l\u2019ospedale Valduce di Como e poi presso il Centro Ortopedico e fisioterapico di Lanzo Intelvi, dove hosvolto la riabilitazione. A Como, nel primo mese, mi hanno curato molto bene i polmoni, che erano ammalati a causa del Covid, mentre nel mese diaprile, dal 9 per la precisione, ho ripreso piano piano a camminare con l\u2019ausilio e sotto la direzione di bravissimi fisioterapisti; la lunga degenzaallettata infatti non mi permetteva pi\u00f9 di muovermi.In tutto questo tempo la parte pi\u00f9 difficile, trascorsa dormendo in terapia intensiva, mi ha portato a sfiorare l\u2019incontro definitivo con il signore. Da quel momento per\u00f2, grazie alla determinazione dei medici, all\u2019aiuto del Signore ed alla mia forte fibra mi sono ripreso ed ho ricominciatoa stare meglio. Non immediatamente, ma a tappe, prima in semi terapia intensiva e poi in corsia, dove, a causa del Covid mi sono trovato ad affrontare forse l\u2019avversario pi\u00f9 difficile: la solitudine di una camera di ospedale. Ricordo di aver vissuto il giorno di Pasqua completamentesolo, senza poter ricevere nessuna visita. Di questa esperienza conservo alcuni insegnamenti che mi permetto di condividere con voi: anzitutto la gratitudine a Dio per avermi permesso di tornare alla mia amata vita in Parrocchia; mai come in questi due mesi ho sperimentato la nostalgia per la mia missione di vivere e condividere il vangelo con le persone che Dio mi ha affidato. Una gratitudine che cerco di vivere pregando Dio ogni giorno. Anche per la mia cara mamma che ora riposa con Dio, e ne sono certo, dopo una vita di amorevole servizio per la sua famiglia e la sua comunit\u00e0 parrocchiale, continuer\u00e0 ad essere vicina a noi intercedendo nella preghiera. Un grazie davvero sentito va anche a tutte le persone, e sono state davvero tante, che mi hanno ricordato ed hanno pregato per me: ho scoperto un affetto che mi ha fatto davvero commuovere. E\u2019 bello sentire la vicinanza e la sollecitudine di moltissime persone.Le vostre preghiere sono state davvero preziose ed il Signore le ha ascoltate. Sul mio telefono cellulare ho ancora un\u2019infinit\u00e0 di messaggi, a cui piano piano sto cercando di rispondere.Il secondo insegnamento riguarda la nostra vita: il covid mi ha fatto riscoprire la fragilit\u00e0 della nostra condizione umana; mi sono ritrovato in terapia intensiva all\u2019improvviso, quasi senza neppure accorgermene. Mi sono allora venute in mente le parole del vangelo: \u201cState pronti\u2026perch\u00e9 non sapete quando il Signore verr\u00e0\u201d. 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