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Ristabilire la comunicazione

Dio a modo mio

Sono apparsi in questi giorni su ‘Avvenire’ due articoli a cura di Paola Bignardi che hanno come contenuto la fede dei giovani.
Con Rita Bichi, la Bignardi ha condotto un’indagine per l’Istituto Toniolo.
Tale ricerca è confluita in un libro dal titolo “Dio a modo mio”: giovani e fede in Italia. Ed. Vita e Pensiero.
I giovani intervistati (denominati ‘millennials’:giovani appartenenti a due fasce di età 19 – 21 e 27 – 29) hanno un rapporto di estraneità verso la Chiesa, ma non di ostilità. La loro lontananza è legata al suo linguaggio,  alla sua vita istituzionale. Papa Francesco, invece, per il 91% dei giovani è una figura di cui riconoscono il valore per la vicinanza ai poveri, per la semplicità del linguaggio, per l’impegno per la pace e il dialogo tra le religioni. In una scala da 1 a 10, nessuna delle istituzioni politiche e sociali arriva a 6; la Chiesa come tale prende 4. Su 150 giovani intervistati solo 8 hanno risposto che non vi è nulla di bello nel credere. Gli altri 142 invece dicono che è bello credere e riconoscono il fascino di un apertura a Dio perché dà speranza, dà un senso alla vita, …‘perché non ti senti mai solo’. Dio non è scomparso dall’orizzonte dei giovani di oggi ma sta dentro il disorientamento che caratterizza questo tempo. Di fronte all’individualismo diffuso, alla crisi della comunicazione intergenerazionale che riguarda anche la fede, alla sfiducia verso la Chiesa, alla mancanza di una vera esperienza di Comunità ecclesiale, è necessario recuperare la dimensione delle relazioni: i giovani nella Comunità cercano relazioni ‘calde’. Per questo servono Comunità dove ci sia spazio per questo. Inoltre cercano dei testimoni e li riconoscono in figure come quella, già ricordata, di Papa Francesco e quella di Madre Teresa. In questo senso, c’è bisogno di educatori capaci di tenere aperto il processo dell’esperienza di fede. Ci è richiamata l’immagine suggestiva della brace sotto la cenere. Fin che c’è può essere riaccesa. Serve chi sappia soffiare via la cenere e riaccenderla perché ci sono ancora giovani in grado di rendere attuale la vita della Chiesa e delle comunità cristiane di oggi.

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