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“Gesù, lascia che ora don Mario suoni l’organo riservato agli Angeli”

A Crebbio il rito funebre del parroco della frazione di Abbadia, presente il vescovo Oscar Cantoni

Funerali don Mario (18)L’ultimo tributo di affetto è stato quello dei bimbi della scuola dell’infanzia di Crebbio, la “sua” frazione. E la “sua” scuola dell’infanzia. Le mani appoggiate ai vetri dell’auto dentro cui aveva appena trovato posto la bara del sacerdote. “Ciao, don Mario”, hanno detto in coro i piccoli alunni. E qualcuno ha ripetuto: “Ciao, ti vogliamo bene”.

Appena prima, dentro la chiesa di Sant’Antonio incapace di contenere tutti coloro i quali avevano raggiunto la frazione di Abbadia Lariana per il rito funebre del sacerdote scomparso all’età di 78 anni, erano state le note di Johann Sebastian Bach, che il parroco tanto amava, a salutare don Mario Conconi, da 45 anni alla guida della piccola quanto operosa comunità di Crebbio.
Ad accompagnare la cerimonia con l’esecuzione all’organo e al flauto traverso di una serie di brani del compositore tedesco due musicisti mandellesi legati da un vincolo di affetto al compianto sacerdote: Alessandro Milesi ed Emanuela Milani.
All’altare, a presiedere il rito funebre, il vescovo di Como monsignor Oscar Cantoni. Accanto a lui don Armando Bernasconi, compagno di seminario e di messa di don Mario, e monsignor Luigi Prandi, mandellese.
Ai lati dell’altare e ai primi banchi della parrocchiale, da una parte e dall’altra della bara, numerosi preti. Tra loro, il vicario foraneo don Pietro Mitta e i sacerdoti che tuttora, o in anni più o meno lontani, svolgono o hanno svolto il loro ministero a Mandello e nelle parrocchie del vicariato.
“Quante volte il nostro fratello Mario ha riunito l’assemblea dentro questa chiesa – ha premesso il vescovo introducendo il rito funebre – e oggi la sua comunità lo affida all’amore di Colui che lo ha chiamato al ministero sacerdotale”.
All’omelìa il prelato ha invitato a mantenere uno sguardo positivo sulla vita, “che non si conclude – ha detto – con la morte ma si apre all’eternità beata”. “Verifichiamo allora se stiamo realmente vivendo per il Signore – ha aggiunto – o piuttosto in un ripiegamento egoistico su noi stessi”.
Quindi una riflessione: “La vita oggi è fondata sulla logica del calcolo e del tornaconto personale, quando invece la cultura cristiana è ben diversa e vuole che la vita sia spesa per il bene dei nostri fratelli. Gesù è resuscitato dai morti e don Mario ha saputo donare a Dio tutto se stesso, in letizia. Proprio per questo suo umile servizio la comunità cristiana gli è grata e lo consegna al Padre affinché lo accolga nel suo regno di pace”.
Al termine della messa don Armando Bernasconi ha ricordato gli anni dell’ingresso in Seminario e la successiva consacrazione sacerdotale sua e di don Mario, datata 23 giugno 1963, con un gruppo di quindici novelli preti. “Dopo 45 anni trascorsi qui a Crebbio – ha affermato – ora lui ha avuto il trasferimento nella parrocchia celeste del regno di Dio. E’ andato alla sua ultima destinazione senza far rumore, com’era nel suo stile, e siamo certi che conoscendo la sua grande passione per la musica ora Gesù gli lascerà suonare l’organo riservato agli Angeli”.
Prima che avesse inizio la celebrazione eucaristica era stato invece un suo parrocchiano a indirizzare a don Mario l’ultimo saluto. “Ci ha accompagnato a ricevere i sacramenti – ha affermato – e ha speso gran parte della sua vita in mezzo a questa nostra comunità: l’asilo, le feste patronali, l’oratorio… E il suo cuore malato ha retto tutto questo! Ricordo gli incontri di catechismo in casa sua. A volte poteva sembrare un po’ ombroso, ma in lui c’erano anche affetto e tenerezza”. “Perciò noi – ha concluso rivolto idealmente al sacerdote – continueremo a volerle bene”. L’ultimo ringraziamento è stato per Albina e per Luciano, nipote di don Mario. A rivolgerlo loro don Pietro Mitta. “Vi dico grazie – ha detto il parroco del “Sacro Cuore” – per essergli stati sempre vicini, anche in quest’ultimo periodo della malattia”. Poi nella chiesa di Sant’Antonio sono tornate a risuonare le note di Bach.

Funerali don Mario (6)

Articolo e fotografie di Claudio Bottagisi

 

 

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